Spello - Bluebay Perugia
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Spello

Spello è di origini umbre, come la maggior parte delle città edificate sulla riva est del Tevere.

Con l’avvento dell’epoca romana l’integrazione fu automatica, e già nel 41 a.C. diventa Colonia Iulia Hispellum, ottenendo una larga autonomia e giurisdizione su una vasta area che arrivava fino alle Fonti del Clitunno. Sotto Ottaviano Augusto Hispellum acquisì un notevole rilievo economico, tanto che vi operavano anche dei cambiavalute. Nei primi decenni del sec. IV d.C. l’imperatore Costantino, con un suo Rescritto, concesse alla città il diritto di celebrare riti religiosi per tutta l’Umbria, dandole così una situazione di assoluto privilegio dal momento che fino ad allora, per le solennità rituali, gli umbri dovevano recarsi in Toscana.

Cosa vedere a Spello in un giorno

Una mini-guida per sapere cosa vedere a Spello, “Splendidissima Colonia Julia” ai tempi dei romani e oggi uno dei Borghi più Belli d’Italia. In un giorno.
Iniziamo la nostra visita dalla sua parte più bassa, ancora cinta dalle Mura Romane ben conservate, nelle quali si aprono tre porte: sulla Via Roma, la Porta Urbica e, sulla Piazza del Mercato la grandiosa Porta Consolare, del I sec. a. Cristo. La terza porta, chiamata Porta Venere, presenta due belle torri a base dodecagonale, le Torri di Properzio.

Nella nostra miniguida su cosa vedere a Spello non può mancare la Chiesa di Santa Maria Maggiore con la famosa Cappella Baglioni con il pavimento maiolicato di Deruta e gli affreschi del Pinturicchio che sono considerati la sua migliore produzione ed il suo autoritratto.

Vale una visita sicuramente la Casa romana, risalente al I secolo d. C.: già restaurata nel II secolo, fu riportata alla luce nel 1885 grazie agli scavi eseguiti sotto il Municipio. L’iscrizione presente sulle mura dell’edificio fa ritenere che lo stesso fosse di proprietà di Vespasia Polla (madre di Vespasiano): sono ancora ben visibili l’atrio con la pavimentazione originaria a mosaico a tessere bianche e nere, l’impluvium, decorato con un mosaico ad onda, le quattro stanze laterali all’atrio e il grande ambiente in cui si svolgevano le riunioni familiari, con il triclinio sul lato destro e il peristilio a sinistra.

Il nostro tour prosegue con la chiesa di S. Andrea, edificata nel 1258 e sede di una comunità di Frati minori fondata da Andrea Caccioli, seguace di San Francesco e la chiesa di S. Lorenzo che presenta una facciata veramente suggestiva, con loggia del XII secolo, rosoni del XVI ed elementi decorativi del VIII.

Cosa vedere a Spello in un giorno se amate sia i fiori che l’arte? Non perdetevi l’evento più rappresentativo di Spello, l’Infiorata del Corpus Domini che si tiene tra Maggio e Giugno. Ogni anno le strade del borgo medioevale si trasformano in un meraviglioso, spettacolare, immenso tappeto di fiori che supera 1,5 km. Le vie del centro vengono decorate da quadri di arte sacra composti con petali di fiori, un evento unico per il turismo religioso che ha trasformato Spello nella “capitale dei fiori”.

Cosa fare a Spello

Se vi state chiedendo cosa fare a Spello in un giorno, vi consigliamo di vivere “la notte dei Fiori” di Spello, ammirando il lavoro frenetico e spettacolare degli infioratori, oltre ad assistere ai numerosi spettacoli di musica e visitare le mostre mercato.

Cosa fare a Spello se siete amanti della storia e dell’arte? Sicuramente una visita al Museo Civico e alla Pinacoteca di Spello. Il Museo è allestito nel Palazzo dei Canonici (XVI sec.), e conserva importanti opere d’arte comprese tra il XIII e XVIII sec., tra cui la Madonna in trono con il Bambino, scultura lignea policroma del XIII-XVI sec., il grande trittico del Maestro dell’Assunta di Amelia, Madonna con Bambino e Santi di Marcantonio Grecchi, il dittico di Cola Petruccioli del 1391 e la croce astile di Paolo Vanni del 1398, la tavola del Cristo Crocifisso di Niccolò Alunno e Pietro di Mazzaforte. Inoltre oreficerie, tessuti e oggetti sacri e l’urna di San Felice del XVIII sec.

Notevole è anche Villa Costanzi, meglio conosciuta come Villa Fidelia: creata sulle rovine di un santuario romano, presenta una struttura a terrazzamenti e fu voluta dalla famiglia Urbani nel Cinquecento. Oltre ad ospitare ogni anno eventi culturali e concerti di qualità racchiude al suo interno uno splendido parco con alberi secolari e un palazzo settecentesco in cui è allestita una mostra dedicata ad artisti contemporanei come Tamburi, Guttuso, Mangù e Ligabue ed un’ altra dedicata ad artisti classici come Tiziano, Carracci e Fattori.

 

Le Infiorate di Spello

Ogni anno a Spello, in occasione del Corpus Domini, si confezionano oltre 1.500 metri di tappeti e quadri floreali che si ispirano a motivi religiosi. Le Infiorate artistiche di Spello in onore del Corpus Domini risalgono agli inizi del ‘900, grazie all’iniziativa di una donna che, intorno al 1930, disegnò sulla strada una semplice figurazione floreale con ginestre e finocchi. In poco tempo prese piede a Spello la composizione artistica del tappeto fiorito che trasformò la festa del Corpus Domini in un’occasione gioiosa in cui tutte le famiglie e poi gruppi di infioratori sempre più esperti potevano confrontare i propri lavori e premiare quelli giudicati migliori per abilità tecnica, precisione e creatività.

Le meravigliose Infiorate che i visitatori si trovano ad ammirare sono il risultato di un complesso e difficile lavoro che richiede settimane e addirittura mesi di paziente lavoro da parte di molte persone.

Tra le fasi preliminari più importanti e impegnative dell’evento ci sono la ricerca e la raccolta di fiori e poi la selezione e la conservazione dei petali. Nei giorni che precedono il “Corpus Domini” si assiste ad una vera e propria mobilitazione generale: nutrite squadre di Infioratori si disperdono lungo i pendii del Subasio e nelle vallate umbre e altri cittadini trascorrono le serate nei pianterreni freschi, separando i petali in base ai colori e tritando finemente le erbe profumate.

 

Alla vigilia del Corpus Domini, sin dal primo pomeriggio, le strade di Spello interessate al percorso della Processione vengono chiuse al traffico. Si predispongono impianti di illuminazione adeguati e si provvede ad allestire sistemi di protezione antipioggia e antivento sui tratti di strada interessati, per evitare che condizioni atmosferiche avverse compromettano il lavoro degli Infioratori. Dopodiché, con varie tecniche, si inizia ad eseguire il disegno sul fondo stradale, non soggetto ad alcun trattamento. E infine si procede a depositare i petaliI lavori durano l’intera notte e soltanto alle 9 del mattino le strade risultano ricoperte da un unico tappeto policromo e profumato: uno spettacolo unico a vedersi.

Si pensi che in un unico percorso floreale vengono mediamente realizzati circa 80 Infiorate tra tappeti –
ciascuno dai 12 ai 15 metri di lunghezza, con una superficie minima di 15 mq – e quadri di grandi dimensioni – dai 25 ai 90 mq.

L’unicità del carattere delle Infiorate è dato dalla
tecnica di esecuzione, che comporta l’uso esclusivo di elementi vegetali non trattati con agenti chimici o conservativi né con coloranti artificiali o polverizzati.

Con il passaggio del Sacro Corteo guidato dal Vescovo, si chiude un’esperienza di altissimo impegno artistico ed umano. Infatti, le diverse fasi dell’Infiorate coinvolgono attivamente circaduemila persone: dal bambino che raccoglie i fiori, al pensionato e all’artista che con mirabile tratto riproduce le Madonne della Scuola Umbra, gli Angeli di Giotto o le dolci figure del Botticelli.

Quando la domenica sulle bellissime infiorate scorre la Processione, lo scopo religioso è raggiunto. I preziosi tappeti di fiori possono essere ormai calpestati da chiunque. La loro effimera gloria è arrivata alla fine, al suo naturale epilogo.

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Questo articolo è stato scritto da Marina

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luglio 18, 2017 11:07 pm Pubblicato da Lascia il tuo commento