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Il turismo a Perugia e dintorni

Cosa vedere a Cascia

12 Giugno 2019 by blgyureb

Cascia è una piccola città a circa 20 chilometri da Norcia nel sud-est della regione Umbria del centro Italia. Iniziamo il nostro tour di Cascia in Piazza Garibaldi con la chiesa di San Francesco, di stile gotico che fu costruita nel XV secolo dal vescovo Antonio Elemosina sui resti di una precedente chiesa e monastero del XIII secolo.

La visita a Cascia potrebbe iniziare con un salto presso la Chiesa di Santa Rita. La facciata della chiesa è caratterizzata da un portale sormontato da una lunetta con affresco quattrocentesco e rosone a soffitto. L’interno presenta una forma a croce latina e stucchi e decorazioni del XVIII secolo, un coro ligneo trecentesco e numerosi dipinti e opere come l’Ascensione del 1596, attribuita a Niccolò Circignani (noto come “Pomarancio”). Questa fu l’ultima opera del Pomarancio.

Partendo da Porta Orientale si arriva alla chiesa di Sant’Antonio Abate e ad un ex monastero benedettino adiacente.La chiesa fu ricostruita nel XIV-XV secolo e comprende alcuni affreschi come le “storie del Santo” attribuite al cosiddetto Maestro della Dormitio. Anche di eccezionale valore artistico a Cascia è il monumentale gruppo ligneo di Tobiolo. La scultura, risalente alla fine del XV secolo, è stata recentemente attribuita a Domenico Indivini (1445-1502), la cui attività fino ad allora era limitata all’intarsio del coro della chiesa superiore di San Francesco ad Assisi.

Tobiolo è stato descritto come un “eccellente autore di intarsio” e il “famoso autore di intarsio e sculture in legno, che ha perpetuato la sua reputazione con i meravigliosi cori artistici in legno di Sanseverino, Camerino e Assisi”. Per quanto riguarda il Santuario di Santa Rita a Cascia, nell’ex monastero c’è una sequenza di “Scene della Passione di Cristo” nel coro attribuito a Nicola di Ulisse da Siena.

Rientrando a Cascia da Porta Leonina si trova ora la Collegiata di Santa Maria, costruita nel IV-VI secolo e restaurata più volte; tuttavia la struttura romanica originale è ancora parzialmente visibile.

La facciata è caratterizzata da un frontone e due portali (XVI-XVII secolo) e all’interno conserva opere di artisti come Nicola di Ulisse e Gaspare e Camillo Angelucci (1540-1585). Un’altra opera importante qui è la “Madonna del Rosario”, di Nicolò Frangipane (XVI secolo), che lavorò in Emilia e negli ultimi anni della sua attività ebbe sede a Cascia, dove dipinse un’altra Madonna del Rosario insieme ai Misteri.

E ora veniamo in uno dei santuari più famosi d’Italia, quello di Santa Rita di Cascia. La facciata del suo santuario è caratterizzata da un rivestimento in travertino e due campanili e alcuni rilievi ai lati del portale di Eros Pellini (1909-1993), raffiguranti episodi della vita del santo.Dozzine di biografie e studi critici sono stati scritti su Santa Rita, ma in realtà sappiamo poco della sua vita e solo una piccola quantità di informazioni è storicamente stabilita.

Degno di nota è anche “Il trionfo della croce”, di Silvio Consadori (1909-1994), dipinto nel 1951 e nella Cappella di Santa Rita dove il corpo del santo è custodito in un’urna di vetro. L’abside sinistra della cappella di Santa Rita fu dipinta da Ferruccio Ferrazzi (1891-1978).

La volta della cappella è dipinta con figure di santi agostiniani di Fermo Taragni (1871-1947) e nella Cappella dell’Assunta, ci sono alcuni affreschi di Gisberto Ceracchini di Foiano della Chiana (1899-1982).

Nella Cappella del Sacramento è possibile vedere l’Ultima Cena, un affresco di Luigi Filocamo, un artista di vetrate artistiche particolarmente apprezzato per le sue opere magistrali.

L’altare presenta una serie di sculture di Giacomo Manzù e il santuario è stato totalmente ristrutturato nel 1981 per commemorare il sesto centenario della nascita di Santa Rita. L’altare, i candelabri, il pulpito, la croce e il tabernacolo sono opere in bronzo dorato di Giacomo Manzù, ovvero Giacomo Manzoni (1908-1991), nato a Bergamo e protagonista del revival della Sacra arte italiana. Vicino alla Basilica si trova il monastero di Santa Rita del XII secolo.

Sulla cima della collina si trova la chiesa di Sant’Agostino, costruita nel 1059 da papa Niccolò II (morto nel 1061). La facciata in stile gotico fu eseguita dai famosi “Maestri Comacini” nel 1380. Tra i tanti affreschi citiamo la “Madonna della Cintola” di Virgilio Nucci. Concludiamo la nostra visita a Cascia con la Pieve di San Pietro (Reggello), una struttura romanica costruita con blocchi di pietra arenaria. L’opera d’arte più importante qui è il pannello centrale del trittico di San Giovenale, una delle prime opere di Masaccio (1401-1428).

Continuando il nostro tour delle opere di Cascia si dovrebbe anche prendere il tempo per godersi i paesaggi tipici della regione intorno alla città che si aggrappa ad uno sperone che domina la valle del fiume Corno.

Insieme alla campagna crediamo che la grande tradizione umbra debba essere assaporata in tutti i suoi aspetti. Il territorio di Cascia è ricco di tartufo nero, come a Norcia, e anche di mandorle, mele, noci, funghi e acciughe con aglio, leggermente dorate con olio. Non meno graditi sono il risotto alla salumeria, gli spaghetti al tartufo, la salumeria e l’omelette al tartufo

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