Monti Martani trekking
Il percorso è percorribile a piedi o in bicicletta e si trova lungo il crinale dei Monti Martani. Punto di partenza è la zona di svago di Acqua Canale indicata come interess nella mappa del percorso. Si prosegue in direzione Massa Martana raggiungendo il Monte Castro dove è possibile vedere i resti di un “Castelliere” e alcune emergenze di interesse botanico. Superato Monte Castro, seguendo la strada per 1,4 km dopo si possono seguire le indicazioni bianco-rosse del sentiero CAI Martani Trekking. Si giunge al Fosso Acqua Canale e si prosegue verso Sorgente La Rocca, altra area attrezzata lungo il sentiero. Poche centinaia di metri prima della sorgente si possono vedere i ruderi di una fortificazione medievale della zona, la Rocca di Bonaccorso e dopo un chilometro durante la stagione invernale è possibile vedere i ruderi del castello di Gagliole.
Il percorso prosegue verso Sella di Giano e dopo due chilometri raggiunge il rifugio di Monte Martano. Qui osservare la secolare faggeta de La Ghiaccia che è attraversata dalla strada che raggiunge il Passo di Acqua Canale. Da qui un sentiero di 500 metri tra prati e ginepri può raggiungere il punto di partenza.

Questo è l’itinerario che meglio descrive Massa Martana e le sue peculiarità. Copre l’area a sud del paese e segue l’antica strada romana “Via Flaminia”. L’itinerario parte dalla chiesa di “Santa Maria in Pantano”, situata proprio lungo la Via Flaminia, nel luogo dell’antico Vicus martis Tudertium, (interessanti resti sono stati portati alla luce nel corso di recenti esplorazioni archeologiche iniziate nel 2008). Durante il Medioevo il la chiesa divenne fulcro religioso della zona e conserva ancora oggi l’originario stile romanico, costruita con blocchi di travertino e calcare rosa e bianco. L’itinerario prosegue verso destra, andando a Montignano, antico feudo della famiglia Arnolfi. Il borgo conserva , quasi nella sua interezza, la struttura urbanistica medievale, oggi occupata da un albergo “Relais”. Procedendo verso Villa San Faustino è possibile visitare l’Abbazia di San Faustino uno dei tanti centri benedettini della zona: l’abbazia è edificata sommità dei ruderi di una villa romana e visitabile su richiesta (recapiti ???). I siti archeologici più interessanti di questa zona si trovano nella parte finale del percorso; si raggiunge seguendo la strada comunale in direzione Massa Martana Scalo e una volta arrivati a Massa Martana Scalo seguire le indicazioni turistiche verso i due siti di interesse.
Il primo sito è un luogo di importanza storica in Umbria, le “Catacombe Cristiane”, l’unico monumento di questo tipo finora scoperto nella regione. Il cimitero sotterraneo è aperto ai visitatori su appuntamento (informazioni di contatto?). Il secondo sito e anche l’ultima tappa dell’itinerario è il “Ponte Fonnaia”: lo si raggiunge con una breve passeggiata scendendo dalle Catacombe, e proseguendo a destra lungo un sentiero immerso nel verde. Il ponte è una potente costruzione stradale romana, realizzata con grossi blocchi di travertino. L’imponente struttura è inserita in un bellissimo contesto rurale. Nelle vicinanze della stessa zona era presente anche una miniera di lignite attiva da diversi decenni nel corso del XX secolo.
Le origini del Castello di Montignano risalgono al 962 quando Ottone I di Sassonia fu incoronato a Milano Imperatore di Germania e Re d’Italia da Papa Giovanni XII e cercò subito di guadagnarsi la fedeltà dei feudatari dell’Italia centrale e meridionale. Una parte dell’Umbria fu assegnata al conte Arnolfo, cortigiano tedesco e parente degli imperatori, come suo dominio feudale nonché una regione, chiamata Arnolfa, che comprendeva Montignano. Nei primi anni del Cinquecento, la famiglia Atti, feudataria del Castello di Casigliano, estese le proprie terre fino ai confini di Montignano che, fino al XV secolo era appartenuto alla famiglia Matalucci, famiglia di stirpe guelfa, alleata e parenti della famiglia Atti. Il Castello fu gravemente danneggiato dal passaggio delle truppe francesi, e il Consiglio di Amministrazione del Comune di Todi deliberò il 27 agosto 1577 che la popolazione di Montignano fosse esentata dal pagamento delle tasse per i “danni subiti”. La Chiesa di San Giovanni custodisce un pregevole dipinto della Madonna del Rosario di Bartolomeo Barbiani. Appena fuori dal castello si trovano i ruderi (la cinta muraria e l’abside semicircolare in pietra squadrata) dell’antica chiesa di Santa Degna, documentata fin dal XIII secolo. Di grande interesse è il grande sarcofago in pietra posto dietro l’abside.

L’abbazia di San Faustino è stata edificata sui resti di una villa romana. Recenti scavi ne hanno scavato le fondamenta e alcuni locali adibiti allo stoccaggio dei prodotti agricoli. La chiesa prende il nome da San Faustino che, secondo la leggenda, fu discepolo del vescovo di Civitas Martana, San Felice. Intorno all’VIII secolo i Benedettini edificarono, sulla tomba del santo, la chiesa e il vicino monastero. Questi sono citati come subalterni del monastero di Farfa in diversi documenti del 1115 e del 1118. Successivamente la chiesa fu trasformata in collegiata per il clero secolare.
La facciata, in stile lombardo ma guastata da un portico moderno (1950), presenta un’elegante bifora a tre luci e colonnine in marmo. Accanto alla finestra si trovano, sul lato destro, un’epigrafe con l’iscrizione di Lucius Julius Marcianus e sua moglie Publicia; a sinistra un frammento di fregio dorico con roselline e bucranesmetopi. Un altro frammento dello stesso fregio, che era incassato in un muro sotto una finestra di corte, è stato recentemente spostato all’interno della chiesa.
Il lato destro della chiesa è costruito su un alto basamento in blocchi di travertino; diversi pilastri semicircolari lo allineano ad intervalli regolari. Anche l’abside duecentesca è di forma semicircolare.
